VOGLIA DI UN FIGLIO
Sottotitolo: Le vicissitudini di una donna che
ad ogni costo
voleva diventare madre
Inizia così per Marta una corsa contro il tempo (la sua età
e la sterilità senile) e contro tutti i pregiudizi della “provincia” dove
vive, per trovarsi un marito, un compagno o semplicemente un maschio
accettabile assieme al quale poter concepire un bambino. Marta riesce nel suo
primo intento (trovare un marito) ma non nel secondo (avere un figlio), ed
incomincia così un avventuroso viaggio nel variegato Mondo della Maternità,
passando dalle terapie miracolose alle
cure agli ormoni dei super ginecologi fino alla FECONDAZIONE ASSISTITA
attraverso la inseminazione “Omologa” (prima) ed “Eterologa”
(poi) delle cliniche di lusso, senza però mai riuscire nel suo intento di
avere un figlio. Quando sembra che Marta si sia messa l’anima in pace ecco
comparirle innanzi un altro modo di essere ugualmente Madre: prendersi cura dei
bambini già nati, di quei bambini che in un modo o nell’altro una Mamma non ce
l’hanno mai avuta o comunque non ce l’hanno più. E così succede che Marta fa
l’esperienza dell’AFFIDAMENTO TEMPORANEO di due
Minori del suo stesso paese; due bambini temporaneamente senza genitori. Ma
l’Affidamento, come si sa, “è un
contratto a termine” e Marta e Ferdinando (suo marito) prima che il “contratto” scada, si avventurano, in
quella che doveva diventare l’esperienza più imprevedibile e più straordinaria
della loro vita: L’ADOZIONE.
“Voglia di un Figlio” è sì un Romanzo, un Trattato, un Saggio Breve se volete, su di un argomento di grande attualità: la denatalità odierna, con la descrizione romanzata di quel percorso ad ostacoli che va dall’infertilità fino all’Adozione; ma è anche un “Amarcord” per coloro che quel percorso e quell’Adozione l’hanno già compiuti (In Italia ci sono circa 1 milione di bambini adottati); è un “Vademecum” per quanti l’Adozione si accingono a farla (circa 100.000 Adozioni l’anno) ma è altresì un “Incipit”, un incoraggiamento per tutte quelle coppie senza figli (Una coppia su Quattro è senza figli) che, vuoi per pigrizia, vuoi per imperizia, vuoi per paura di quello che a torto viene considerato un salto nel buio, si arrestano timorosi sulla sua soglia, rinunciando per sempre a quel meraviglioso e legittimo desiderio di una donna (ma anche di un uomo) che è la VOGLIA DI UN FIGLIO.