UNO DEI MILLE

Sottotitolo: La vera storia di una dannata Spedizione

               e  le peripezie di un povero garibaldino

 

 

La Conquista del Sud era un sogno che i Savoia inseguivano da tempo, sin da quando avevano finanziato le rivolte carbonare di Ciro Menotti, la ribellione del Cilento, la Rivolta dei Baroni siciliani del ‘48, fino a giungere ai disastrosi sbarchi dei Fratelli Bandiera in Calabria o della sciagurata spedizione dei 300 di Carlo Pisacane a Sapri. Iniziative tutte conclusesi disastrosamente sia per i protagonisti di quelle imprese che per i rapporti diplomatici tra i due Regni italiani.

Anche quella del 1860 affidata al mercenario Giuseppe Garibaldi era destinata a fallire se non fosse stato per una serie di circostanze, tutte favorevoli, che si verificarono in quel periodo.

L’impresa dei Mille, a partire dal raduno di Quarto e fino alla presa di Gaeta e l’espugnazione Civitella del Tronto, viene abilmente narrata attraverso le avventure, le emozioni, le riflessioni e le peripezie di Girolamo, un contadino piemontese che si era arruolato tra i Mille perché attratto dai cinque ettari di terra che i promotori di quell’Impresa militare avevano promesso a chiunque vi avesse partecipato.

Un viaggio romanzato nella vera storia di quella Spedizione Militare che vide lo scontro di due mondi, di due culture, l’una economico-militare e l’altra cavalleresco-feudale, l’una atea e l’altra cattolica, che si affrontarono senza esclusione di colpi e che avrebbe per sempre segnato la fine di un mondo. Un romanzo avvincente e commovente che, raccontando la tragedia di Girolamo, descrive le atrocità della guerra e la tragedia di un popolo fino a quel punto felice e fedele al suo Re.