UN BRIGANTE CHIAMATO LIBERO

Sottotitolo: Come nacquero i Briganti

 

Lucania 1860. Pietro Nicodemo, un giovane studente di Medicina figlio di una facoltosa famiglia lucana, viene rapito dalla banda di Briganti di Antonio Franco con l’intento di ricavare dal suo rilascio un cospicuo riscatto. Alla notizia del rapimento del figlio però il padre di Pietro viene colto da infarto e rimane sospeso tra la vita e la morte  per mesi e mesi. In attesa che la faccenda si risolva, o con il pagamento del riscatto o con il decesso del padre (che avrebbe significato anche la uccisione del prigioniero) Pietro rimane ostaggio della banda dei Briganti di Antonio Franco partecipando così in prima persona a quel movimento insurrezionale anarcoide che fu il Brigantaggio meridionale post unitario. E così ha modo di costatare che coloro che credeva volgari malfattori sono invece dei guerriglieri, dei partigiani che cercano di difendere, anche a rischio della vita, la propria terra dalla invasione dei piemontesi e dai voltagabbana dei Galantuomini che sono già passati sul carro dei vincitori per continuare a perpetrare i loro secolari soprusi sui poveri cafoni.

Senza svelare il finale del romanzo anticipiamo solo che Pietro rimane affascinato dalle figure storiche dei briganti come Crocco, Ninco-Nanco, Borjés, Mittica e tanti altri. Un romanzo storico ambientato in territorio particolare (l’Appennino Lucano), in un periodo storico particolare (l’Unità d’Italia), che affronta un argomento avvincente e quasi misconosciuto (il Brigantaggio) e che ha come protagonisti personaggi misteriosi ed affascinanti (i Briganti).