LE MEMORIE DI UNA BRIGANTESSA

Sottotitolo: Come sopravvissero i Briganti

 

 

Serafina Ciminelli, figlia di Don Prospero, Podestà di San Severino è la promessa sposa di Antonio Franco, Ufficiale militare nell’esercito Borbonico di Francesco II Re di Napoli. L’arrivo di Garibaldi e la successiva occupazione piemontese costringono i soldati borbonici sopravvissuti agli eccidi e alle stragi, di darsi alla macchia e continuare la loro lotta mediante la guerriglia partigiana; guerriglia che la Storia ufficiale di allora (ma non solo) bollò come Brigantaggio. E Antonio Franco, scampato a quegli eccidi, divenne Brigante.

Serafina, per non accettare il nuovo marito impostogli dal genitore voltagabbana, una notte fugge sulle montagne e raggiunge il suo uomo aggregandosi alla sua banda e diventando Brigantessa, con tutto quello che ne conseguì in quasi cinque anni di lotta e di peregrinazioni tra montagne e dirupi, tra nemici e malattie, tra fame e freddo, tra odio per i piemontesi e amore per il suo Antonio, col quale fa anche in tempo a concepire un figlio.

Il romanzo è una commovente narrazione che Serafina Ciminelli fa a Giulia Siepelunga, sua occasionale compagna di cella nel Carcere di Potenza dove la Brigantessa sta scontando venti anni di carcere per questa sua militanza tra i briganti lucani.

Serafina cerca il suo figlio abbandonato troppo presto quasi vent’anni prima e Giulia Siepelunga una notte la aiuta a fuggire dal carcere di Potenza e le due donne partono, in quell’Italia meridionale di fine Ottocento sconquassata dalla rivolta anarcoide dei briganti e dal saccheggio dei nuovi padroni, alla ricerca del figlio di Serafina che oramai è diventato un uomo; sarà come cercare un ago in un pagliaio!

Ci riusciranno Giulia e Serafina perseguitate da gendarmi e braccate dai piemontesi?....

 E’ questa la scommessa del secondo romanzo della Trilogia sul Brigantaggio di Vincenzo Labanca.