ISABELLA MORRA

Sottotitolo: Le ragioni di una tragedia

                   

 

Isabella Morra fu antesignana di quella dignità e di quella concezione del ruolo della donna nella società e nella famiglia che molti uomini ( e molti popoli) ancora oggi, nel XX secolo, tardano a riconoscere. Fu una donna coraggiosa che nelle poche RIME che ebbe il tempo di scrivere, rivendicò forte il suo diritto di donna di istruirsi, di pensare, di amare, di essere artefice del suo stesso destino, lottando come potette contro ogni logica del tempo, contro ogni preconcetta convinzione e contro ogni dispotica prevaricazione.

E allora scrivere un altro libro su Isabella Morra  è come scriverlo sulle donne dei talebani dal viso coperto dal burqua, è anche un rievocare Zarafina Ciminelli, briganta per amore di Antonio, su Giovanna d’Arco finita sul rogo per essersi travestita da guerriero; è un libro su tutte quelle mogli che vivono all’ombra di grandi uomini e che influenzano beneficamente il destino dei popoli senza mai poter apparire per prendersene i meriti, o su quelle migliaia e migliaia di donne a cui la natura, maligna, ha fornito un’ambizione da maschio ed un corpo da femmina!

E allora ben venga questo ennesimo libro su Isabella Morra di Antonio Cirillo, un forestiero giunto in questa terra per motivi di servizio e se ne è innamorato, come fu a suo tempo per Benedetto Croce, suo conterraneo e primo scopritore della poetessa di Valsinni.