QUARTA DI COPERTINA 

Dedicato a tutti quei Tromboni Intellettuali, specie meridionali, che dal 1861 a questa parte continuano a intrombarsi gli uni con gli altri con le stesse faziose menzogne. Raccontano costoro, per esempio, che la eroica Spedizione dei Mille sia stata ideata per liberare il popolo meridionale dalla tirannia e dalla povertà, senza domandarsi, di grazia, quanti e quali di quei risultati siano stati raggiunti in quasi 150 anni di Unità. 

Favoleggiano altresì cedesti Tromboni Accordati (da chi?) che Mille Eroi, (avvocati, ingegneri, medici, notai, e compagnia cantando, persone che non avevano mai visto un fucile in vita loro) riuscirono ad annientare in pochi mesi un esercito di professionisti di quasi Centomila soldati borbonici: roba da guìnnes dei primati!

Affermano poi le migliaia e migliaia di Trombette Stonate (i galoppini dei sopraindicati Tromboni) e che narrano l'evento alle nuove generazioni, che il popolo meridionale, per sua natura selvaggio e criminale, a questa ondata di progresso e di civiltà regalateci a piene mani dai liberatori, reagì selvaggiamente diventando Brigante in massa.

Scrivono poi i Trombettieri di Regime sulle pagine di giornali allineati e con le loro penne svendute a poco prezzo, che la Storia si ricava dalle Fonti e non dalle emozioni di romanzieri, come se i Vincitori, compiuta l'impresa, non si fossero affannati ad altro che a salvare e propugnare le ragioni dei Vinti.

Ecco perché, a tutti cedesti miserabili contaballe, che dal revisionismo storico venturo non riceveranno altroché un coro di pernacchie, sento il dovere pietoso di dedicare questo mio modesto lavoro sulla vera natura della Spedizione dei Mille.

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