Le Memorie di una Brigantessa

"... Un giorno Crocco si presentò ai suoi briganti con una nuova bandiera: uno
straccio completamente bianco con sovrapposte quattro strìsce di colore azzurro.
- Cos'è quella bandiera?... Non combattiamo più per i Barboni?- chiesero
alcuni di loro.
"Questa, o lucani, è la bandiera della LIBERTÀ': lo sfondo bianco rappresenta la nostra terra, la LUCANIA, e queste quattro strisce blu sono le vene entro cui scorre il sangue che nutre il nostro popolo! Esse rappresentano il Bradano, il Basento, l'Agri ed il Sinni, e d'ora in poi lotteremo per essa, per la Libertà della nostra Lucania!"
- Ma come ti è venuto in mente?... Chi tè l'ha data?- chiesero altri briganti. "Questa bandiera la sventolò per primo su queste terre uno schiavo di Roma, un certo Spartaco, che voleva fondare da queste parti uno Stato veramente libero! E dopo di lui in migliaio ci hanno provato ancora dandovi l'anima senzo però mai riuscirci.
- E allora cosa speri di ottenere?... Se questi sono i precedenti, chi ti garantisce che anche questa volta non finisce allo stesso modo?- chiesero ancora dubbiosi i suoi compagni.
- L'importante per questa bandiera non è il POTERE ma la MEMORIA!... Tutti i popoli della terra dovrebbero averne una: popoli oppressi, maltrattati, sfruttati, schiavi, umiliati, mortificati, i popoli devono sapere che da qualche parte c'è una bandiera, la BANDIERA DELLA LIBERTÀ che prima o poi qualcuno dissotterrerà per farla agitare al vento. Non importa se poi esso ritornerà nuovamente nella polvere perché basterà la sua fragranza, anche solo per un momento, a coprire il tanfo della barbarie dei potenti ed a mantenere viva negli uomini la speranza e la memoria. 
La LIBERTÀ è un sogno che non deve mai morire perché altrimenti è il popolo che muore!
Ed i popoli che per lungo tempo non hanno rispolverato la bandiera della
libertà, che ne avranno dimenticato il suo profumo, quando finalmente la cercheranno, la troveranno marcita!
Noi sventoleremo questa bandiera per il tempo che ci consentiranno i nostri oppressori e poi purtroppo seguiranno ancora secoli e secoli di oblio. Ma qualcuno, nelle generazioni che verranno,... ci sarà ancora qualcuno,.... perDio!... che rievocherà il nome di Spartaco, quello di Crocco e di mio fratello Ninco-Nanco, e quello delle migliaio e migliaio di paladini di questa bandiera della libertà che i nostri calunniatori chiamano BRIGANTI!..."

da " Le Memorie di Zarafina"
Brevi note biografiche dell'Autore
Vincenzo Labanca - Docente di Discipline Economiche alle Scuole Superiori - è nato a Rivello nel 1955 dove, ancora oggi, vive e lavora. Nel 2003 ha esordito nella Narrativa con "Un Brigante chiamato Libero", anche se in passato ha già prodotto alcuni testi teatrali. Tra gli altri si ricordano: "Vita da Geometra" (1996), "LA LEGGE E'...uguale per tutti!" (1997), "Tre sono i Potenti, anzi Quattro" (1998).
"Le Memorie di una Brigantessa" di Vincenzo Labanca
Pubblicato da Zaccara Editore, Lagonegro
Pagine: 333; Prezzo: 10,00 € (i.i.)
In Copertina:
"Le Memorie di una Brigantessa"
Formato: Ovale; Tecnica Mista (28x38)
di Aldo Carlomagno

Se siete interessati ad acquistare una copia del libro potete contattare direttamente l'autore servendovi di questi recapiti:

Tel. 0973/46721
E-mail: vincenzo.labanca@libero.it

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