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Monologo
con
accompagnamento musicale e 5 voci fuori campo
Tratto dal libro omonimo di Vincenzo Labanca
Trama
Carmine Donatelli Crocco, il
Generalissimo dei Briganti, narra al pubblico la sua vicenda umana di
contadino e Garibaldino, nonché la "Guerra dei Cafoni"
combattuta tra il 1860 ed il 1865 tra i pimontesi e i Briganti
meridionali di cui egli ne fu il capo indiscusso. Su un palcoscenico allestito
a sembianze di un bosco, sono collocate una serie di mezzibusti su piedistalli
che rappresentano alcuni delle migliaia e migliaia dei compagni Briganti
caduti in battaglia, e di cui Crocco ne tesse le lodi o ne critica l'operato.
Crocco inoltre, tra danze, canti, musiche e
monologhi disperati, si alterna senza mai interloquirci direttamente, con una
voce fuori campo, la Coscienza dei Briganti la quale, recitando
Orazio (Carpe Diem), Omero ( l'Ira di Achille), Sofocle (Edipo Re), illumina
al pubblico sulle ragioni, sui meriti e su gli errori di Crocco e dei suoi
Briganti che, nelle intenzioni avrebbe dovuto liberare il popolo meridionale
dalla schiavitù dei Baroni e che invece nella realtà li rese schiavi, oltre
che dei Baroni, anche dei Piemontesi.
Altre voci fuori campo sono quelle di Mariagiovanna
la "druda" di Crocco, quella di José Borgés"
un generale spagnolo arrivato in Lucania per dare man forte
alla loro rivoluzione, e quello di uno "Spettatore"
che, interpretando il finto perbenismo dei bempensanti conformisti, critica
aspramente la morale della narrazione; spettatore a cui Crocco risponderà
con le parole dei Brigante (tratte dal libro di Carmine Crocco "Come
divenni Brigante".
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